Il cloud? La più grande rivoluzione tecnologica che tocca consumatore e azienda

Roberto Castelli, ceo di BCLOUD, si racconta e spiega il processo di sviluppo della sua azienda in Italia, sostenendo il cloud come valore e propulsore di sviluppo. Qualche curiosità ‘personale’ sul finale…

BCLOUD, Software Defined System Integrator in Italia, è focalizzata su soluzioni e servizi software defined e cloud-oriented, attraverso la voce di Roberto Castelli, ceo della società, affermava dalle pagine di Silicon.it che “abbiamo aperto con riscontri positivi. La nostra prima lista di pre-scounting di 25 aziende, ci ha permesso di incontrarne circa la metà e di queste, fin da subito, un paio sono diventate nostre clienti. Quello che ci distingue è il messaggio innovativo: siamo un software defined integrator e siamo nati su quel modello”. Castelli si è prestato a rispondere a domande varie e di diversa natura che possano fare un quadro più preciso sia della sua persona sia della sua figura di Ceo., in un ambito, il cloud, che pian piano sta prendendo piede nelle aziende italiane.

Chi è…Roberto Castelli?
Sono curioso, determinato, caparbio, a volte rompiscatole. Mi piace circondarmi di persone intelligenti e capaci che siano in grado di portare stimoli ed idee. Il confronto con gli altri è il sale della vita sia lavorativa che privata, anche se saper ascoltare è la cosa più difficile. Cerco di migliorarmi costantemente e di imparare da ogni cosa che mi capita o mi circonda. Non è facile lo so, ma ci provo ugualmente tutti i giorni.

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?
Serve creare più cultura e informazione in merito, molti dispositivi non sono ancora sicuri, quindi è una grande sfida ma nello stesso tempo un’opportunità.

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?
L’inizio di tutto per me sin dal 2011. La mia azienda deve tutto al cloud a partire dal nome (BCLOUD). Mi vengono in mente i primi viaggi negli States, agli inizi di BCLOUD, a incontrare aziende che spingevano per portare i loro prodotti “Native Cloud” in Italia, convinti che in un paese con milioni di imprese con in media 10 dipendenti la soluzione ideale e vincente fosse quella di avere “As A Service” tutto quello che ti serve quando ti serve. E mi viene in mente anche l’enorme sforzo fatto per far capire alle imprese italiane che il Cloud era (ed è) un enorme opportunità di cambiamento e come tutti i cambiamenti deve essere accettato. Oggi le cose sono decisamente mutate in senso positivo e la parola cloud è recepita per quello che è: la più grande rivoluzione tecnologica che tocca trasversalmente dal consumatore alla grande azienda.

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza artificiale nell’industria italiana?
Ogni settore può trarre vantaggi dall’applicazione dell’Intelligenza artificiale, penso alle sue applicazioni in ambito controllo qualità e riduzione degli scarti di produzione, ottimizzazioni delle rotte e dei consumi nel trasporto merci su gomme, nelle centinaia di applicazioni in ambito HealthCare, in ambito automotive e in ambito finance. Tutti settori in cui le nostre aziende sono presenti e possono dire la loro.

Roberto Castelli

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It?
Possono essere amiche, se sono in grado di vedere tutto il quadro di insieme senza fermarsi solo alla sterilità dei numeri. Dal canto nostro, come aziende, dobbiamo essere in grado di dar loro tutti gli elementi per supportarli: concetti come piano industriale e piano finanziario devono diventare come la nostra presentazione aziendale.

Cosa chiederebbe a una società di credito?
Di guardare oltre e di fare squadra con l’imprenditore.

Crede che il rapporto con queste società limiti lo sviluppo del suo business?
Assolutamente no, sono sicuro che quando vi sarà la necessità sapranno supportare i nostri piani di crescita e sviluppo.

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?
La comfort zone che ognuno di noi ha. Adottare nuove strategie e nuovi strumenti è faticoso, richiede uno sforzo non solo economico ma anche la volontà di cambiare.

Industria 4.0: nuova linfa al piano Calenda. Cosa ne pensa?
Il mio pensiero è positivo in merito, lo vedo come lo strumento che sta aiutando molte imprese a iniziare un percorso di trasformazione digitale nella produzione. Questo fa bene alle nostre imprese manifatturiere e a tutti gli attori coinvolti, lato Ict e non. Spero solo che la volontà di innovare continui a prescindere da incentivi vari ed eventuali, e si prosegua anche dopo sulla strada intrapresa, perché ci si è resi conto dei benefici che l’innovazione porta. In caso contrario, ci troveremo di fronte ad una bolla momentanea e si sarà sprecata l’ennesima occasione.

I robot ci ruberanno il lavoro?
Racconto un aneddoto che mi è capitato circa 30 anni fa quando installavo workstation CAD che rimpiazzavano i tecnigrafi: un disegnatore, che all’epoca avrà avuto la mia età attuale, mi disse molto serio : “quel coso li (il computer) mi ruberà il lavoro e un domani controllerà tutto…”
Non credo che i robot ruberanno il lavoro così come non avvenne quando sostituii il tecnigrafo con la workstation . Di sicuro cambierà il modo di lavorare e cambieranno le figure professionali ma la figura dell’uomo resterà essenziale nell’ambito lavorativo.

Che idea ha dello smart working?
Utilissimo, ritengo serva a conciliare le esigenze personali dei dipendenti con quelle lavorative, responsabilizzando le persone a lavorare sugli obiettivi nel rispetto delle scadenze.

Se le dico Bitcoin cosa mi risponde?
Ho una posizione neutra al momento, anche se non fa parte del mio carattere non avere una posizione, come tutte le cose che conosco poco ho bisogno di capire. A oggi non ho ancora capito se siamo davanti ad una grande opportunità oppure una grande speculazione. Ritengo invece molto interessante la tecnologia che ci sta dietro la blockchain.

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?
Deve innanzitutto avere qualcosa di interessante da dire e non sempre è così. Sul come, oggi c’è a disposizione tutto quello che serve per farlo al meglio e con strumenti innovativi e diretti, vedi twitter, instagram, linkedin etc., non manca nulla, ripeto, però, l’importante è avere qualcosa di interessante e concreto da dire altrimenti si ottiene l’effetto opposto.

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?
Da adolescente non ho mai avuto nessun interesse per l’informatica, ne Commodore, ne Sinclair, e nel periodo scolastico penso di aver messo le dita su una tastiera una sola volta su un Olivetti M20 Durante il servizio militare, ho risposto ad un inserzione di un’azienda che cercava giovani neodiplomati da avviare alla carriera sistemistica in ambito Unix Sun . Li è cominciato tutto.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?
Alla determinazione e alla tenacia a livello personale, e all’avere avuto la fortuna di lavorare nel passato con persone che mi hanno insegnato molto di quello che ancora oggi uso ogni giorno nel mio lavoro. Oggi devo molto ai miei collaboratori che ogni giorno condividono con me lo spirito BCLOUD.

Qual è stato il suo percorso di studi?
Diploma in Elettronica corso serale, ho iniziato a lavorare molto presto per soddisfare la mia voglia di indipendenza, ma non volevo lasciare incompiuto il mio percorso di studi. Con grandi sacrifici sono riuscito a fare le due cose insieme, con discreti risultati direi.

Roberto Castelli

Quali sono i suoi hobby?
Leggo molti libri di storia, amo cucinare per la mia famiglia e gli amici e quando riesco esco in bici.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?
La determinazione è quello che apprezzo al di sopra di tutto, l’ipocrisia quello che non sopporto.

Direbbe grazie a…e perché?
Alla mia famiglia in primis che mi sopporta e supporta, a mio padre e mia madre che mi hanno dato tutto quello che mi è servito per essere quello che sono e che purtroppo non sono più qui a valutare se hanno fatto o meno un bel lavoro. Più in generale a tutte le persone che ho incontrato e incontrerò siano esse positive o negative, perché ritengo che da ogni persona e da ogni esperienza si possa e si debba trarne qualcosa. Almeno per me sino a oggi è stato così.

A chi chiederebbe scusa e perché?
Alle mie due figlie, il tempo che dedico a loro è sempre meno di quello che vorrei.

Che tipo di adolescente era?
Ritengo tranquillo, un po’ alieno agli occhi degli altri, non avevo interessi tipici degli adolescenti dei miei tempi, poca musica e niente calcio. Mi piaceva il football americano, la storia medievale e il mio lavoro nei week end come barman. In ultimo con poco tempo libero, tra lavoro, scuola e i miei impegni nel week end ero sempre super impegnato. Tutto sommato, a detta dei miei genitori, un bravo ragazzo, così mi hanno sempre detto!

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?
Mia figlia di 6 anni: riesce a fare cose con la tecnologia che mi lasciano stupefatto. Scherzi a parte pur lavorando con la tecnologia, in casa non ho nulla di particolarmente tecnologico.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?
La mattina sicuramente, oltre alle mail dedico almeno 40 minuti a quella che chiamo la mia Linkedin overview, leggo articoli, post e altro che possa darmi qualche idea, qualche spunto o anche solo soddisfare la mia voglia di conoscere.

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?
Una cacio e pepe. Semplicità, equilibrio e tecnica nel saperla fare perfettamente.

Roberto Castelli

Se fosse un quadro?
Viandante sul mare di nebbia di C.D. Friedrich.

Se fosse un film?
Ogni maledetta Domenica di Oliver Stone.

Se fosse una stagione?
Autunno.

Se fosse una tecnologia?
Un motore a idrogeno.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?
Il cuoco, oggi si direbbe chef, ma cuoco mi piace di più.

Se avesse una bacchetta magica…
Cancellerei dalla faccia della terra le ingiustizie e i maltrattamenti sulle donne ed i bambini.